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Collateral damages   9 comments

Quando mi taglio i capelli mi sento ganzissima.

E invincibile.

Sansone all’incontrario.

L’effetto dura di solito un paio di settimane e poi comincia  a diminuire via via che la criniera ricresce. Dopo un paio di mesi mi ritrovo ad annusare nostalgica il barattolo di gel per capelli di mio figlio e li` capisco che e` ora di prendere appuntamento. Quindi, a conti fatti, il mio periodo ganzo stile “I am sexy and I know it” rappresenta poco piu` del 10% del mio tempo, ma in questa finestra temporale ristrettissima posso fare danni incalcolabili.

Tipo:

Acquisto di capi in similpelle dalla lunghezza (o mancanza di) inappropriata

Iscrizione a corsi di danza contemporanea

Cambio foto profilo su facebook

Elaborazione  di status bimbobinkia su facebook tipo “looking incredible does take time” (ho quasi 45 anni ….don’t judge me!!!)

Apertura di un file file denominato “idee per tatuaggi a colori vers1”

Sdoganamento di possibile vacanza campeggio in Corsica, proposta ad intervalli regolari da Alpha dal lontanto 1998 e da me ad intervalli regolari inesorabilmente cestinata (devo spiegare perche`?) . Ma con un yaglio di capelli figo, anche il campeggio sembra improvvisamente avere le sue attrattive.

Ieri ho superato me stessa. Recupero la macchina nel parcheggio, mi districo sapientemente tra sensi unici e rampe di accesso e non, ritrovo il biglietto del pargheggio senza doverlo recuperare tra le cartacce e le bottiglie di plastica vuote ai piedi del sedile di guida. Inserisco il biglietto e mentre aspetto che la sbarra di metallo si alzi ….. lo vedo.

Motociclista poliziotto, o poliziotto motociclista, occhiale nero, stivalone di cuoio e paletta fermatraffico. Una specie di Ponciarello del Granducato. Sorriso smagliante e uniforme aderente.

E mi guarda.

Ingrano la marcia.

Mi guarda ancora.

Controllo velocemente i capelli nello specchietto retrovisore. Eh si` sono sempre ganzissima. Sono passati solo 45 secondi da quando ho varcato la soglia del coiffeur, dunque il mio livello di fighitudine e` ai massimi storici. Evidentemente il poliziotto non e` insensibile al fascino discreto della babbiona donna matura.

“I still got it” penso ad alta voce mentre avanzo di un paio di metri. C’e` una fila di macchine al semaforo.

Adesso il poliziotto non solo mi guarda ma fa dei gesti con il braccio e sembra si voglia avvicinare.

Ci ho messo 15 secondi netti a capire che il povero rappresentate delle forze dell’ordine non era affatto ammaliato dalla mia prorompente fighitudine, ma dalla cospicua assenza di cintura di sicurezza .

Voglio dire.

La minigona in similpelle di Zara con zip a vista, 20 cm compresa la stampella, posso sempre riportarla indietro, ma da una figuraccia simile non mi riprendero` MAI.

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Ps In caso vi domandasse quale taglio abbia potuto causare danni simili. Questo. Ganzo eh?

Pubblicato ottobre 15, 2014 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Cosa succedeva quando non succedeva niente   7 comments

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In principio fu il pianto.

Nel senso che ho iniziato a piangere per tutto. Film dozzinali, cartoni animati Pixel,  pubblicita` con cuccioli di foca, neonati, cani, gatti, panettoni, suore, babbi natali e zampogne.

Ogni  situazione dal vago contenuto emotivo mi trasfromava in una piccola madonnina di civitavecchia. Mi son detta che sicuramente c’entravano gli ormoni. Il vantaggio di esser femminuccia e` che puoi sbattere tutto sotto la categoria “ormoni”.

Ingrassi? Ormoni

Ti vien voglia di picchiare la testa contro il muro? Ormoni

Ti vien voglia di picchiare la testa di tuo marito contro il muro? Ormoni

Sei sempre stanca? Guess what? Ormoni

Quando ho iniziato a non riuscire piu` a scrivere due righe di senso compiuto perche` mi si aggrovigliavano le parole sulla tastiera ho cominciato a pensare che gli ormoni non c’entravano proprio niente. Stavo diventando pazza. Capita nelle migliori famiglie, mi son detta.

Da quel momento in poi tutte le mie energie sono andate nel far finta che non stesse succedendo niente.

Far finta tutto il giorno e` dannatamente faticoso, particolarmente quando ti fanno male pezzi di te che non sapevi neanche di avere.

Alzarsi, occuparsi della famiglia, della casa, uscire con gli amici, sorridere, fare finta di niente.

Si puo` fare. Si mette il pilota automatico e si va. Ma non si va molto lontano.

La mia personale e disorganizzata fuga dalla realta` e` finita una sera di Gennaio, mentre tornavo da una lezione di tip tap (vedi sotto “far finta di niente”) e nel tentativo di controllare un incontrollabile attacco di pianto, ho fatto una manovra sbagliata e sono finita fuori strada.

Qualche volta una manovra sbagliata e` la cosa migliore che ti puo` capitare, per me e` stato cosi`. Il giorno dopo sono andata a vedere il mio medico. Siccome sapevo che la conversazione non sarebbe stata proprio facile avevo preparato una lista . Ce l’ho ancora.

Sto diventando pazza

Ho solo voglia di dormire

Non riesco piu` a leggere

Non riesco piu` a scrivere

Piango in continuazione

Faccio fatica a ricordare le cose

Ho sempre paura di sbagliare

Controllo ossessivamente piu` volte tutto quello che faccio

Perdo la testa per ogni minima cosa

Nel bilancio della mia famiglia io sono un negative asset. Starebbero molto meglio senza di me

Il mio dottore e` una persona speciale, oltre ad essere un bravissimo dottore. Sono quindi sicura che mi ha parlato con molta gentilezza e che ha detto tutte le cose giuste, al momento giusto, con virgole, virgolette, duepunti e punti a capo. Ma io di tutta quella conversazione non ricordo niente. Perche` piangevo a dirotto. E io piango a dirotto rumorosamente, come i bambini, con fuoriuscita abbondante e incontrollabile di mocciolo dal naso, cosa che rende pressoche` impossibile qualsiasi attivita` cognitiva.

D’altra parte, quando sei diventata pazza e ti aspetti da un momento all’altro i signori col camice bianco che ti dicono “non si preoccupi, la portiamo in un posto tranquillo, nessuno vuole farle del male” non e` che proprio hai voglia di fare conversazione.

Due parole mi ricordo bene. Leggera. Depressione.

Mi ricordo di aver pensato “Ma di che cosa sta parlando questo qui? Sicuramente sta parlando di qualcun altro. Io non sono depressa. E poi leggera? Come fa una cosa orribile come la depressione ad essere leggera? La depressione e` una roba appiccicosa che ti si incolla addosso e rende tutto difficile. Tutto faticoso. Io non sono depressa. Solo un po’ stanca. Ecco. Ho giusto bisogno di qualcosa che mi faccia sentire meno stanca”.

Questo pensavo. Che avevo bisogno di un buon pusher.

Pero` del mio Doc mi fido ciecamente. Quindi gli ho dato retta e ho fatto esattamente quello che mi ha detto di fare. E non vi sto a raccontare troppo nei dettagli perche` ogni soluzione, come ogni problema, e` personale e quello che ha funzionato per me, probabilmente ha funzionato per me e basta (o forse dovrei dire sta funzionando, perche` la depressione, come l’alcolismo e` una roba che impari a tenere a bada se sei fortunato, ma dubito che te ne liberi come si fa con un raffreddore) .

Ora sto meglio, ci sono giornate buone e giornate meno buone. E quando sono meno buone ho imparato a fare delle cose che mi fanno sentire meglio. Per esempio correre.

Un’altra cosa che ho imparato e` che la gente puo` volerti bene anche se non ti dai al 100%, anche se sei un po’ triste o piagnucolosa. O se sei uscita di casa senza trucco. Non devi essere sempre al massimo. E non devi per forza piacere a tutti.

Ma soprattutto ho imparato a ripetermi come un mantra che non tutto quello che  succede e`  colpa mia. Non tutto puo` essere controllato, e che certamente la depressione e` una malattia e come tale non e` controllabile. A nessuno verrebbe in mente di dire o anche solo di pensare che “in fondo in fondo, se solo ti impegnassi un po’ di piu`,  questa influenza non te la saresti presa”, mentre ancora oggi io faccio fatica a considerare la depressione come una malattia. Nella mia testa e` colpa mia. Me lo merito, perche` sono pigra, perche` non mi sforzo abbastanza di star bene, perche` non ci metto tutto l’impegno che dovrei.

E` un lavoraccio. E a volte ci sono momenti in cui sento fisicamente di affondare. Vedo solo buio intorno, fa freddo e io ho solo voglia di abbandonare la nave. Ma invece di pensare che me lo merito, che e` colpa mia, e di gridare a me stessa “torna a bordo, cazzo!” mi dico che domani andra` meglio. Mi dico di aver fiducia e di rimettermi al timone, con calma e per favore.

E canticchio nella mia testa ” girl you ‘re amazing, just the way you are!”

Ps Questo post e` per il mio amico Jab, che per qualche misteriosa ragione ha sempre avuto molta fiducia nella mia capacita` di rimettermi al timone

Pubblicato ottobre 1, 2014 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Notte prima degli esami   2 comments

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Homework time per i due gnomi.

La Nini piccola alza gli occhi dai compiti.

“Mom, ma cos’era che stavi cantando prima?”

“È una canzone di un cantautore italiano. Si chiama “Notte prima degli esami”.

“Sì, ma cosa diceva della matematica? Me lo spieghi in inglese?”

“Te lo spiego in italiano. La matematica non sarà mai il mio mestiere, significa che nella vita non farò mai nulla che abbia a che fare con la matematica. Che la matematica proprio non è proprio il mio forte”

I due ninetti alzano il sopracciglio britannico all’unisono mentre un sorriso furbetto svirgola da un paio di occhi all’altro.

“E dì un po’ mom, questo, how did you call it? Questo singer …”

” Si dice “cantautore” ”

“… Ecco, sì, questo cantautore, era tuo amico, che ha scritto una canzone proprio fatta su misura per te?”

Stasera i due inglesini genii della matematica mangeranno zuppa di cavolo.

Pubblicato giugno 24, 2014 da propriocomeaudrey in Uncategorized

10 is new 15! Slim Suzie, dead Audrey e tutto il resto   5 comments

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I figli diventano grandi nel giro di una notte. Poi non dite che non vi avevano avvertito.

Vanno a dormire col pigiamino colorato, col dentino sotto il cuscino aspettando che il topolino sganci uno o due euro, secondo l’inflazione, e si svegliano in mutande, sgrufolanti, che ti chiedono 50 Euro per andare a sentire Skrillex. Una specie di nerd capellone il cui unico merito artistico (e non) e` il fatto che si fumi dei gran cannoni durante i suoi concerti (“Yeah, mum. Weed. He smokes weed on stage. How cool is that?”).

Ieri il mio grande, che poi ha solo 10 anni, si e` messo l’apparecchio ai denti, un affare urendo di metallo (che forse sara` plutonio rinforzato considerando il costo…) che lo fa assomigliare ad un famoso cattivo di un film di James Bond e che lui, obviously, trova molto sick (fico). Abbiamo finito alle 10 e la maestra ci ha detto che visto che gli altri della classe erano gia` andati al laboratorio informatico da mezz’ora forse era meglio se aspettavamo la fine della lezione. “Visto che dovete aspettare, perche` non fai vedere la tua nuova scuola alla mamma?”.

Gia` perche` no? Adoro andare in giro per corridoi di liceo semi-deserti o  popolati da adolescenti che sembrano zombie. O spacciatori. O le due cose insieme. Accompagnata dal uno gnometto dalla dentatura in acciaio, ipereccitato.

Mio figlio e` in quinta e l’anno prossimo iniziera` le scuole superiori (qui le scuole medie non esistono. Oddio, forse non esistono piu` neanche in Italia, non so) quindi passera` dalla sua scuoletta coi disegni delle paperelle sui muri (seguire il blu per trovare  prima elementare, il verde per la seconda e cosi` via) alla scuola secondaria, frequentata da ragazzini tra gli undici e i diciasette anni i cui disegni sui muri sono altrettanto ricchi e articolati ma certo non includono paperelle.

“Guarda mamma, questi sono gli armadietti, vedi? Ci vuole un lucchetto! Io avro` il mio lucchetto personale e posso lasciare i miei libri qui!! Fico eh?””

Urca! Spaziale.

“E da questa parte c’e` la mensa. Vedi abbiamo una tessera speciale e non devi darmi i soldi, stanno gia` sulla tessera. E` come una carta di credito. Mi servira` un portafogli per la tessera, ti ricordi di comprarlo? Sick!! “

La mensa e` davvero bella, tutta in legno con tavolini e sedie colorate. Sembra di essere da Ikea.

“Quando ho un’ora di buco posso venire qui, vedi ci sono le macchinette per le merendine. Ma vedi, sono alla frutta, senza zucchero. Anche le bibite, vendono solo l’acqua. Anche questo si paga con la tesserina, fico eh? Hai visto?? Hai visto? “

No. Non ho visto. Quello che invece sto guardando e` un distributore automatico che troneggia dietro la porta della mensa. E` blu con una scritta gigantesca che dice ” Slim Suzie! Don’t die for love – o fatta a cuoricino – Use a condom!”

Cerco di cancellarmi dalla faccia l’espressione di Alex Drastico quando si accorge che gli hanno fregato il motorino (“Ma che? Ma come? Ma che cazzo?”) ma e` troppo tardi. Mio figlio fino ad un minuto prima intento a fissare le merendine (senza zuccheri e coloranti aggiunti) e a trasferire con destrezza una caccola dal naso al bordo esterno jeans, segue il mio sguardo e approda alla macchinetta.

“Ah si`, questa e` una macchinetta diversa. Funziona con il tesserino. Devi mettere il tesserino, poi spingi li` , ma sai una cosa? Non ti prendono i soldi dal tesserino. E` gratis. E` per quando devi fare sexy-sexy”.

“Sexy-sexy?” ho la salivazione interrotta.

“Eh, si` sexy sexy. You know? with your girlfriend and stuff. Vieni che andiamo a vedere la sala musica. Ah, a proposito. Ci posso andare al concerto di Skrillex quest’estate? Eh ma`, vero che ci posso andare?? Vero?”

 

ps Se Mr Scrillex puo` passarmi un pochino di quello che si fuma ai concerti, please. Uso strettamente terapeutico.

Pubblicato giugno 5, 2014 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Io modestamente …. piacqui.   5 comments

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La signora dietro al bancone è proprio bella. Si muove come un gatto e sembra avere dieci braccia mentre mi prepara il cappuccino. Sistema il centrino ricamato tra il piattino e la tazza, spolvera un po’ di cacao in polvere sulla schiuma perfettamente allineata col bordo della tazza.

E sorride. Sorride sempre.
Un’Amelie Poulain vent’anni dopo.
Che strano, non c’ero mai stata in questa pasticceria. Eppure fa angolo con lo studio del mio dentista. Effettivamente, chi entra in pasticceria prima di andare dal dentista? Nessuno.
 
A meno che non siate degli ossessivi come me, che per paura di essere in ritardo arrivo sempre ovunque in anticipo. Questa volta ho battuto il mio record personale . Venticinque minuti di anticipo. Troppi per passarli in una sala d’aspetto grande quanto uno sgabuzzino, gremita di pazienti età media 125 anni e con quell’odore insopportabile che hanno tutti gli studi dentistici.
 
E quindi sono entrata e mi sono seduta ad uno dei tavolini. Sono le 10 del mattino, piove, in giro non c’è un’anima. Staranno tutti stipati nella sala d’aspetto del mio dentista.

“Anna Karenina” mi dice Amelie mentre posa la tazza con il mio cappuccino sul tavolo, accennando con la testa al libro che sto leggendo e che ora ho posato sul tavolino “che sfortuna nera! Passare da un marito senza palle ad un amante senza palle. Per poi finire sotto un treno.”
Ha un sorriso da ragazzina, ma ora che la guardo meglio mi dico deve avere su per giù la ma età. I capelli corti corti, come i miei e gli occhi viola. Parla francese, con un accento leggerissimo. Potrebbe anche essere italiana, chissà. Io però le rispondo in francese, perché da queste parti è pieno di italiani di seconda generazione che parlano un italiano comsi comsa.. Francamento preferisco barcamenarmi a fatica col passe` compose` e le coniugazioni arzigogolate del francese che sentire qualcuno dire frasi tipo “ieri, quando che uscivo la macchina dal garage ….”
 
“Mai sfigata quanto Mme Bovary” le rispondo. “che oltre al marito, si è beccata anche due amanti e tutti senza palle. E si avvelena col cianuro”
Al che lei replica “Avrebbero dovuto farci fuori i rispettivi mariti e amanti col cianuro e poi agguantare i soldi e scapparsene insieme a Parigi, sai che bello?”
 
E` incredibile. Le dico che questa storia di immaginare che i personaggi dei miei romanzi preferiti si incontrino e riscrivano insieme il finale delle loro storie è un gioco che facevo fin da quando ero piccolissima. Cenerentola e Cappuccetto Rosso che fondano una boutique on line di pellicce di lupo. Hansel e Gretel che aprono un bed & breakfast nella casa della strega con Biancaneve che si occupa del catering.
 
Continuo a farlo anche ora. La mia preferita è quella in cui Darcy e Heathcliff si innamorano, vanno a vivere a San Francisco e adottano Il Piccolo Principe.
 
Stiamo chiacchierando amabilmente di letteratura immaginaria, ridendo ancora come due pazze quando mi accorgo che sono in ritardo col dentista.
“Devo scappare” dico agguantando alla rinfusa  libro, cellulare cappello e  occhiali sparpagliati sul tavolo.
“Aspetta!” dice Amelie “oggi c’era la promozione col caffe`, hai un pasticcino gratis! Te lo metto in una scatola così lo mangi dopo!”

Accenno una vaga protesta, sai com’e` le vacanze …. sto a dieta strettissima, ho messo su un sacco di chili.

Mi passa la scatolina rosa col pasticcino dentro, mi guarda dritto negli occhi e aggiunge “Ouf , les kilos …..moi, je te trouve plutot canon”.

Incasso il complimento e esco dalla pasticceria mentre sento le mie guance passare dal rosa-maialino, al rosso-ciliegia, allo scarlatto-suola-scarpa-Louboutin.

E bien sure in 30 secondi netti, mentre sono in ascensore, apro la scatolina del pasticcino. Et bien sur nella scatolina, sotto al pasticcino c’e` un bigliettino con un nome e un numero di telefono.
 

Ora, questa storia la si può leggere in moltissimi modi. A me piace pensare che quando si è raggiunto un limite di awsomeness epico si smette di piacere agli uomini e si comincia a piacere alle donne.

Pubblicato settembre 25, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Quelli che ….   2 comments

….aspettano pazientemente che mi torni la voglia di scrivere. Manca poco. Credo.

Pubblicato settembre 22, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Di sicurezza termonucleare e altre quisquilie.   11 comments

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Vivo in questa cittadina rurale da circa dieci anni, ma è solo da quando ho smesso di lavorare che mi accorgo di quello che succede intorno a casa mia durante il giorno.

Cioè molto poco. Praticamente nulla.

Tuttavia, ogni due o tre settimane, a mezzogiorno in punto (posso essere precisa e circostanziale quando si avvicina l’ora del pranzo)  si sente una sirena sparata a volume altissimo che, beh…. sirenula, per due o tre interminabili minuti.

Ho sempre pensato che provenisse dal panificio che si trova dall’altro lato della valle. Che so, sirena del pranzo? In fondo a Roma sparano un colpo di cannone dal Gianicolo a mezzogiorno(a proposito, ma succede ancora o con i tagli alle spese l’hanno sostituito con uno spruzzo di pistola ad acqua?) …

 

Ho catalogato l’evento alla voce “fatti inspiegabili del Lussemburgo”, voce che peraltro sta diventando sempre più lunga, praticamente una Treccani. E non ci ho pensato più.

Fino a Venerdì scorso.

 

Stavamo andando a cena da amici che abitano in Francia, a circa una quarantina di Km da qui. Mentre io smanetto col GPS, visto che come al solito ci siamo persi, Alfa mi indica con la testa un edificio urendo sormontato da tre torri fumanti un fumazzo nero, in puro stile Signore degli Anelli. Mordor. Solo un po’ peggio.

“Vedi, quella  è la centrale nucleare di cui ti parlavo.

“Centrale nucleare? Mi stai dicendo che abbiamo comprato casa vicino ad una centrale nucleare?”

“Beh   non è proprio vicino vicino, saranno almeno 50 Km”

“Certo, perché alle polveri atomiche gli pesa il didietro e al 49esimo Km lasciano stare  e tornano indietro”

Alfa deve aver percepito un filo di sarcasmo nella mia voce e ha aggiunto

“E` strano che non sapessi della centrale, ogni terzo lunedì del mese il comune del nostro villaggio lancia una simulazione dell’allarme termonucleare. Fanno suonare una sirena. Così se tu senti la sirena sai cosa devi fare”

(Come no? Buttare la pasta!)

Panico “E cioè? Cosa si fa in caso di allarme nucleare?”

“Beh ” sguardo furbetto di Alfa “Per prima cosa metti i bambini in macchina …”

“Hai poco da alzare il sopracciglio britannico, ma certo che metto in macchina i bambini prima di tutto ….”

“No, perche` a Londra, quando c’e` stato l’incendio in hotel  avevi infilato 3 paia di scarpe tue in borsa ma non hai preso le scarpe della Gnoma o i passaporti…”

“Vabbe` Alfa, ma quelle erano Chanel, capisci? Chanel!!!”

Gia` vedo i titoli. Lussemburgo. Madre snaturata carica in macchina le proprie scarpe prima dei figli.

“Lasciamo stare, continua magnanimo Alfa. Carichi tutti in macchina e parti in direzione Nord. Lo sai Audrey dove è il nord?”

“Dove c’è il muschio sui tronchi degli alberi? Ma se sto guidando sull’autostrada, mica posso  fermarmi a controllare il muschio? Mi serve un indirizzo, una coordinata GPS, no, aspetta due coordinate, latitudine e quell’altra…”

“Fai così Audrey, in caso di allarme termonucleare metti nel GPS l’indirizzo di Londra, così vai verso nord”

Probabile. Cosi` mi ritrovo sfollata a casa di mia suocera e senza nemmeno il conforto delle mie Chanel. No grazie, prefererisco le polveri atomiche.

Pubblicato giugno 12, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized