Cosa succedeva quando non succedeva niente   7 comments

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In principio fu il pianto.

Nel senso che ho iniziato a piangere per tutto. Film dozzinali, cartoni animati Pixel,  pubblicita` con cuccioli di foca, neonati, cani, gatti, panettoni, suore, babbi natali e zampogne.

Ogni  situazione dal vago contenuto emotivo mi trasfromava in una piccola madonnina di civitavecchia. Mi son detta che sicuramente c’entravano gli ormoni. Il vantaggio di esser femminuccia e` che puoi sbattere tutto sotto la categoria “ormoni”.

Ingrassi? Ormoni

Ti vien voglia di picchiare la testa contro il muro? Ormoni

Ti vien voglia di picchiare la testa di tuo marito contro il muro? Ormoni

Sei sempre stanca? Guess what? Ormoni

Quando ho iniziato a non riuscire piu` a scrivere due righe di senso compiuto perche` mi si aggrovigliavano le parole sulla tastiera ho cominciato a pensare che gli ormoni non c’entravano proprio niente. Stavo diventando pazza. Capita nelle migliori famiglie, mi son detta.

Da quel momento in poi tutte le mie energie sono andate nel far finta che non stesse succedendo niente.

Far finta tutto il giorno e` dannatamente faticoso, particolarmente quando ti fanno male pezzi di te che non sapevi neanche di avere.

Alzarsi, occuparsi della famiglia, della casa, uscire con gli amici, sorridere, fare finta di niente.

Si puo` fare. Si mette il pilota automatico e si va. Ma non si va molto lontano.

La mia personale e disorganizzata fuga dalla realta` e` finita una sera di Gennaio, mentre tornavo da una lezione di tip tap (vedi sotto “far finta di niente”) e nel tentativo di controllare un incontrollabile attacco di pianto, ho fatto una manovra sbagliata e sono finita fuori strada.

Qualche volta una manovra sbagliata e` la cosa migliore che ti puo` capitare, per me e` stato cosi`. Il giorno dopo sono andata a vedere il mio medico. Siccome sapevo che la conversazione non sarebbe stata proprio facile avevo preparato una lista . Ce l’ho ancora.

Sto diventando pazza

Ho solo voglia di dormire

Non riesco piu` a leggere

Non riesco piu` a scrivere

Piango in continuazione

Faccio fatica a ricordare le cose

Ho sempre paura di sbagliare

Controllo ossessivamente piu` volte tutto quello che faccio

Perdo la testa per ogni minima cosa

Nel bilancio della mia famiglia io sono un negative asset. Starebbero molto meglio senza di me

Il mio dottore e` una persona speciale, oltre ad essere un bravissimo dottore. Sono quindi sicura che mi ha parlato con molta gentilezza e che ha detto tutte le cose giuste, al momento giusto, con virgole, virgolette, duepunti e punti a capo. Ma io di tutta quella conversazione non ricordo niente. Perche` piangevo a dirotto. E io piango a dirotto rumorosamente, come i bambini, con fuoriuscita abbondante e incontrollabile di mocciolo dal naso, cosa che rende pressoche` impossibile qualsiasi attivita` cognitiva.

D’altra parte, quando sei diventata pazza e ti aspetti da un momento all’altro i signori col camice bianco che ti dicono “non si preoccupi, la portiamo in un posto tranquillo, nessuno vuole farle del male” non e` che proprio hai voglia di fare conversazione.

Due parole mi ricordo bene. Leggera. Depressione.

Mi ricordo di aver pensato “Ma di che cosa sta parlando questo qui? Sicuramente sta parlando di qualcun altro. Io non sono depressa. E poi leggera? Come fa una cosa orribile come la depressione ad essere leggera? La depressione e` una roba appiccicosa che ti si incolla addosso e rende tutto difficile. Tutto faticoso. Io non sono depressa. Solo un po’ stanca. Ecco. Ho giusto bisogno di qualcosa che mi faccia sentire meno stanca”.

Questo pensavo. Che avevo bisogno di un buon pusher.

Pero` del mio Doc mi fido ciecamente. Quindi gli ho dato retta e ho fatto esattamente quello che mi ha detto di fare. E non vi sto a raccontare troppo nei dettagli perche` ogni soluzione, come ogni problema, e` personale e quello che ha funzionato per me, probabilmente ha funzionato per me e basta (o forse dovrei dire sta funzionando, perche` la depressione, come l’alcolismo e` una roba che impari a tenere a bada se sei fortunato, ma dubito che te ne liberi come si fa con un raffreddore) .

Ora sto meglio, ci sono giornate buone e giornate meno buone. E quando sono meno buone ho imparato a fare delle cose che mi fanno sentire meglio. Per esempio correre.

Un’altra cosa che ho imparato e` che la gente puo` volerti bene anche se non ti dai al 100%, anche se sei un po’ triste o piagnucolosa. O se sei uscita di casa senza trucco. Non devi essere sempre al massimo. E non devi per forza piacere a tutti.

Ma soprattutto ho imparato a ripetermi come un mantra che non tutto quello che  succede e`  colpa mia. Non tutto puo` essere controllato, e che certamente la depressione e` una malattia e come tale non e` controllabile. A nessuno verrebbe in mente di dire o anche solo di pensare che “in fondo in fondo, se solo ti impegnassi un po’ di piu`,  questa influenza non te la saresti presa”, mentre ancora oggi io faccio fatica a considerare la depressione come una malattia. Nella mia testa e` colpa mia. Me lo merito, perche` sono pigra, perche` non mi sforzo abbastanza di star bene, perche` non ci metto tutto l’impegno che dovrei.

E` un lavoraccio. E a volte ci sono momenti in cui sento fisicamente di affondare. Vedo solo buio intorno, fa freddo e io ho solo voglia di abbandonare la nave. Ma invece di pensare che me lo merito, che e` colpa mia, e di gridare a me stessa “torna a bordo, cazzo!” mi dico che domani andra` meglio. Mi dico di aver fiducia e di rimettermi al timone, con calma e per favore.

E canticchio nella mia testa ” girl you ‘re amazing, just the way you are!”

Ps Questo post e` per il mio amico Jab, che per qualche misteriosa ragione ha sempre avuto molta fiducia nella mia capacita` di rimettermi al timone

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Pubblicato ottobre 1, 2014 da propriocomeaudrey in Uncategorized

7 risposte a “Cosa succedeva quando non succedeva niente

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  1. Ho letto questo post almeno 10 volte. Non sai quanto bene mi abbia fatto. Sono nella tua stessa barca, ogni giorno è dura recitare di stare bene. Oggi è una giornata “sì” altrimenti non sarei nemmeno riuscita a commentare. Grazie di farmi sentire meno sola.

  2. …fiducia sincera e incondizionata. Perché tu sei Audrey, mica una qualsiasi. E non sto qui a spiegare perché sei speciale, che non ce n’è bisogno: le tue parole bastano. Grazie di esistere, just the way you are.

  3. Non ti preoccupare, è arrivato lo stesso.

  4. Leggendo mi son ritrovato a pensare a quelle piattaforme di legno in cima agli alberi, tra un ponte tibetano ed una teleferica con la carrucola; quelle dei parchi avventura dove portano i ragazzetti senza macchia e senza paura.
    Ti ho vista , col fiatone per il tragitto fatto e perplessa su quanto manca alla fine, ma ho anche intravisto un bel sorriso soddisfatto per essere giunta sin li a riposare le gambe su un pavimento fermo e sicuro. Questo è il tuo racconto e la forza che ci hai messo per raccontarlo. e lo adoro.
    Baci

    • L’ universo blogghesco e` una cosa strana. Un po’ palcoscenico, un po’ buco della serrature. Ci incontri faccine, racconti, foto, pezzi di anima e anime a pezzi. Cose che se ride, cose che se piange. Sedute terapeutiche urbi et orbi, roba da magna` e altro ancora. Poi, ogni tanto, quando sei fortunato, Giapatoi ti lascia un commento cosi` bello che e` come quando stai seduto in riva al mare a fine Settembre e qualcuno si preoccupa di metterti un maglioncino sulle spalle, cosi`, in caso tu abbia freddo. Che meraviglia.

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