Archivio per marzo 2013

Un Network non proprio social ….   11 comments

keep-calm-and-stay-classy-260 

Sto preparando le valigie che domani si va in Spagna (dove la rana gracida in campagna, per quelli che hanno visto la versione italiana di My Fair Lady). Per una settimana la connessione internet sarà approssimativa, o inesistente.

Che a volte è un bene.

Negli ultimi giorni ho notato come Facebook si sia popolato improvvisamente di esperti di ogni genere: sociologia, psicologia, politica interna e politica estera. Medicina tradizionale, medicina alternativa e diplomazia internazionale. Tutti sembrano avere un’opinione ben formata (seppure non sempre in-formata) su tutto, e la sbandierano a voce alta. E per completezza di informazione ti avvertono già da subito che se non sei d’accordo con loro puoi anche andare a quel paese, direttamente e senza passare dal via. Io che pensavo che il peggio di Facebook fossero le bimbominkiaggini mie, che carico su foto di scarpe, paesaggi marini o al massimo qualche foto degli gnomi per il red nose charity day, mi sono trovata a dover “spegnere” qualcuno dei miei contatti e ad oscurarne altri. Perchè mi veniva il voltastomaco a leggere la loro roba di prima mattina.

Libertà di espressione? Assolutamente! Globalizzazione del confronto e circolazione delle idee? D’accordissimo!

Però con un ciccinin di classe, per favore.

Una delle prime persone per cui ho lavorato, quando sono sbarcata qui, mi ha dato un consiglio preziosissimo in fatto di comunicazione. Quando sei arrabbiata, o semplicemente frustrata con qualcuno con cui lavori perchè ha fatto una cappellata gigante e tu ora sei nella cacca fino al collo per colpa sua, prima di premere il tasto “invio” dell’ email fumante che gli hai scritto, salvalo come bozza per cinque o dieci minuti. Poi riaprilo e vedi se tutto quello che hai scritto è davvero necessario. Spesso non lo è.

Ecco, spesso le uscite su fb non sono necessarie per niente.

Una buona pasqua cioccolatosa a tutti !

 

Pubblicato marzo 26, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Rimmel (e qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure)   14 comments

eyes

h10.45.

Ci ho messo dieci minuti buoni a ricordarmi cosa fosse quella scritta a matita, inequivocabilmente mia scrittura, sulla mia agenda alla giornata di ieri. Dieci minuti di panico. Cosa ho dimenticato? Dove dovevo essere alle 10.45? Quale colloquio con quale maestra di quale figlio ho dimenticato? O che forse Antonio Banderas, letto il mio ultimo post mi abbia telefonato e dato appuntamento per mostrarmi che gallina o no è ancora un superficaccio? Sottotitolo CREDICI.

No, 10.45 è l’orario di partenza del volo di Alfa. Ormai sono sempre un passo avanti e mi faccio dare orari e giorni direttamente dalla segretaria. Utile. Se poi non mi dimenticassi di scrivere anche “Partenza Alfa” vicino all’orario del volo.

Così mio marito è tornato e già ripartito.

Ieri ho recuperato i cicci all’uscita di scuola. li ho portati in piscina, nuotato le 10 vasche istituzionali (15 secondo la stampa, 5 vasche secondo i dati della questura) docciato e asciugato tutti, riapplicato il trucco – non so se avete presente l’effetto combinato di assenza di trucco e segnacci dell’occhialetto da piscina…. un bijou.

Dicevo rimetti il trucco al volo mentre gnomo va a parlare con la signora della cassa per vedere se qualcuno ha trovato le sue scarpe. Ditemi per favore che anche i vostri figli scordano tutto ovunque, perché inizio a pensare di avere un serio problema tra le mani. Capisco dimenticare giacche e cappelli, ma le scarpe?

Anyway, le scarpe del nano sono state recuperate, i bambini portati a giocare da due amichetti e io sono andata a prendere Alfa all’aeroporto.

Mi ha portato dei bei regali: oltre al solito mazzetto di riviste di moda mi ha comprato un assortimento di boccette della mia colonia preferita, Jo Malone, declinato in tutte le sfumature, dall’arancia amara e cannella al basilico e ambra.

A proposito di cannella, gli avevo chiesto di comprare qualche spezia ed è tornato con un intero suq. Oltre alle “4 spices”, “all spices”, zafferano e tutto il cocuzzaro, mi ha portao della cannella. In bastoncini. Ma la cannella al naturale assomiglia un po’ ad un truciolo di legno gigante? No perché se così non fosse nel suq di Abu Dhabi c’è un signore che ancora starà ridendo del tipo inglese a cui ha venduto dei pezzi di legno spruzzati con l’Arbre Magique. Ma la cannella si grattugia? O come direbbe Bersani/Crozza “Oh ragassi? Non stiamo mica qui a grattuzare i bastoncini di canella?”

Comunque mentre io e Alfa ce la raccontavamo e bevevamo il te, suonano alla porta.

E` il postino con un pacco da consegnare. Mentre firmo la ricevuta il postman alza gli occhi e mi fa: “Madame, vous avez un truc bizarre sur les yeaux” – Avete una roba strana sugli occhi. Chiudo la porta, controllo allo specchio …. ORRORE!! Il trucco applicato un po’ in fretta nell’ambiente umido della piscina è migrato inesorabilmente a sud, peggio che le rondini in inverno, lasciando dei tratturi non proprio verdeggianti tra la palpebra inferiore e lo zigomo. Orrore! E soprattutto, ma per quanto tempo sono andata in giro così? E ari-soprattutto …. Alfaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Ma sono due ore che chiacchieriamo amabilmente di Abu Dhabi, dello sceicco, del mercato, del concerto di Sting, ma dirmi che assomiglio al fratello brutto di Voldermort no, eh?

“Eh? What? no…. ma…. no, ma io , veramente, ma io credevo che te lo fossi fatta apposta il trucco degli occhi, come si dice, smokey eyes!”

Non ce la posso fare.

Pubblicato marzo 20, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Antonio, por favor!   18 comments

banderas gallina

Elenco delle cotte imbarazzanti della Audrey

1. Doctor Spock di Star Trek.

Non ci sono scuse lo so. Leonard Nimoy era già vecchio anche da giovane. Ma io lo trovavo irresistibile. Sicuramente per quell’ossessione per la logica, per  quella freddezza impenetrabile, ma sopratutto per le orecchie a punta. Per lui ho imparato a fare il saluto vulcaniano che ancora oggi esibisco su richiesta specifica. Dopo il terzo bicchiere.

2. Capitan Harlock

Beh, il look era ineccepibile. Capello fluente, mantellone scuro, un occhio bendato e se ricordo bene leggero sfregio sotto l’altro occhio. Un gran figo. E poi quella canzoncina …. Una volta stavo per tornare a casa da una festa con un tipo il cui unico lato interessante era che gli amici lo chiamavano “Capitan Harlock”. Fortuna che mi sono accorta che il tipo non era affatto un cyber pirata astrale, ma solo uno sfigatello con una fissa per i mantelli e le Doc Martens e ho fatto ancora in tempo a prendere l’ultimo bus notturno.

3. Potsie di Happy Days

Embe` che c’è? Neanche avessi detto Ralph … Potsie mi piaceva perché era sempre sorridente e con la faccia pulita. Aveva le lentiggini come Ricky ma non era un insopportabile secchione. Era un po’ stupidello e non gliene andava bene una. Un vero principe azzurro! Alle mie amiche piaceva Fonzie che io invece ho sempre snobbato a causa del calzino di spugna bianco che si intravedeva tra il jeans e lo stivale da moto!E poi era vecchio, ma giocava a fare il giovane che mi pareva un po’ sospetto.

4. Joey di Friends

“How you doin’ …?” Irresistibile. Joey è la naturale evoluzione di Potsie. Faccina pulita, fisico prestante, sorriso accattivante e un cervellino piccolo piccolo. Il fidanzato ideale! Per tutta la serie mi sono chiesta come sia possibile che essendo Joey il mio preferito, tutti i miei fidanzati assomigliassero inevitabilmente a Chandler e alla fine abbia sposato un uomo che è la fotocopia di Ross. A parte che non studia i dinosauri, ma scommetto che gli sarebbe piaciuto.

5. Shane di “The L word”

The L word è in assoluto la serie televisiva che amo di più. Non ho idea se e quanto sia conosciuta in Italia, ma credo molto poco. Quindi questa entry forse non vi dirà granchè. Ve dovete fidà. Oppure se  proprio siete curiosone googolate e poi mi direte! Serie culto, piena di Lelle bellissime e Shane è la Lellina di tutte le Lelle!

Elenco delle cotte non imbarazzanti della Audrey

1. Antonio Banderas di Lègami

Ma quanto era fico? Ma quanto? Spero che tutti abbiate visto se non tutti i film di Almodovar, almeno questo. Banderas era bellissimo, bravissimo e super sexy. E Io ancora me lo sogno la notte.

Ora, dato che la mia lista di cotte imbarazzanti, ad esclusione di Ciccio di Nonna Papera, contiene la summa universale dello sfigato maschile, capirete che la mia unica entry nella sezione “cotte non imbarazzanti” riveste una certa importanza. Dovrebbe essere il mio momento di riscatto, la mia isola felice, il mio “Yes we can!” della memoria.

Dovrebbe.

Perchè adesso quando penso a Banderas non mi vengono più in mente addominali guizzanti e pensieri peccaminosi. Mi vengono in mente nell’ordine il Gatto con gli Stivali di Shreck e i biscottini al frumento della fresca fattoria. Ma Antonio? Oi Antonio? Ma ti rendi conto? Quando uno è stato per decenni il riferimento sessuale di una poveretta a cui se no rimanevano solo Mr Spock e Potsie, non puo` passare dall’addominale guizzante al gioco delle tre carte con una gallina! Oi! Ma non l’hai letta la sceneggiatura prima di firmare? O eri troppo occupato a familiarizzare con Rosita la gallina?
Antonio, io ti capisco, passati i cinquanta le sceneggiature non piovono da tutte le parti e, insomma, la villa con piscina qualcuno dovra` pure pagarla …. ma proprio la pubblicità del biscottino di frumento e il monologo con la gallina? Non potevi chiedere consiglio a Georgino che lui ha svoltato col caffe`, e oltre ai soldi si porta a casa integra la dignita` ?

Vabbe` ora vi saluto che mi e` venuta voglia di pucciare due o tre frollini nel caffe` che tanto dice Antonio che ora li fanno leggeri che lui al cioccolato non ci rinuncia!

Pubblicato marzo 13, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized

La mousse al cioccolato dietetica della mia amica Claire   10 comments

mousse

La mia amica Claire è una sagoma. Ogni volta che mi racconta qualcosa che implichi un attore o un artista o un uomo politico, finisce la frase con “tu vois qui est ….?” (“Hai capito di chi parlo?”).

Ad esempio.

“Sai Audrey, ieri sono stata ad una mostra di Picasso (anzi Picassò, come dicono dalle sue parti) tu vois qui est Picassò?” E io a dire che sì, vagamente, ne ho sentito parlare. Una volta.

Evidentemente mi considera culturalmente disagiata dato che sono nata a Roma, poverette me,  e non nel suo paesino della Vallonia che come ognun sa detta legge in fatto di arte e costume.

Ma le perdono tutto, perché è una brava ragazza e, dettaglio non trascurabile, c’ha un marito gentile e simpatico. E figo. Superfigo. Figo che la metà bastava. A dirla tutta  quel figo del marito della Claire è anche un santo. Ma lei naturalmente se ne lamenta in continuazione. Questa faccenda che i mariti degli altri sembrano sempre più verdi, un po’ come la storia dell’erba del vicino, andrebbe approfondita.

Credo che sia l’effetto specchio. Quando passo davanti ad uno specchio immediatamente tiro la pancia in dentro, butto il balconcino in fuori, tiro su il mento, spiano le rughe e sorrido leggiadra. Anche se un secondo prima stavo urlando con gli occhi di fuori e la giugolare prominente, come nei cartoni animati.

I mariti, in presenza delle amiche della moglie, danno il meglio di sè, diventano dei gioiellini di pazienza e disponibilità. “Ma certo cara, vai vai a farti un giro delle vetrine in centro, ce li porto  io i  bambini in piscina”.

Se ci organizziamo e stabiliamo un piano quinquennale di rotazione dei mariti, avremmo sempre dei figoni romantici e appassionati che ci portano la spazzatura fuori spontaneamente, anzichè quei bradipi spantofolanti col pigiama acrilico a rigolini.

Claire, sappi che in caso di rotazione io sono in lista per il primo turno.

Ma non divaghiamo. Il tratto distintivo della mia amica belga è quello di essere culinariamente disabile. Una volta ho provato a spiegarle come si fa il risotto …. ma niente. Neanche le basi del mestiere. Ho concluso dicendole di far bollire il riso Uncle Ben, aggiungere burro e parmigiano e accontentarsi. Perché proprio non era cosa per lei. In compenso, forse per recuperare terreno, qualche tempo dopo mi mandò una ricetta, a suo dire dietetica, della mousse al cioccolato.

“Claire, abbi pazienza, dietetica e cioccolato non possono stare nella stessa frase”

“Mais si, mais si. Non c’è zuccherò, non c’è burrò, Die-te- tique je te dis!”

Ora con una che pesa 40 kg compresa la giacchetta di jeans neanche mi ci metto a discutere di diete, e ho buttato la ricetta in un cassetto della cucina.

L’ho ritrovata qualche settimana fa, una sera che avevo amici a cena e per dolce avevo previsto la solita vergogna di Viennetta Algida che sta nel freezer per le emergenze. Mi sono ricordata che la ricetta era a prova di Claire dunque facilissima e rapidissima. E l’ho provata, vedi foto qui sopra. Non solo è stata un successone, ma su controllo degli ingredienti credo che la quantità di calorie per porzione giri intorno alle 180. Che insomma, proprio dietetica non direi, ma per una volta ci può anche stare. E` buonissima e facilissima.

Per 4 o 5 persone, fate fondere a bagnomaria 200 gr di cioccolato fondente (io uso il Noir de Noir della Cote d’Or in onore del Belgio, patria di pittori, scrittori e gente celebre in genere, ma va bene qualunque cioccolato di buona qualità).

Separate i tuorli di 4 uova e aggiungeteli alla cioccolata fusa. Montate a neve le chiare e incorporatele piano piano al composto di cioccolata e tuorli d’uovo. Mettete in frigo per un paio d’ore (ma  un’ora può bastare se anche i vostri ospiti cominciano a sbattere i cucchiaino contro il tavolo e a gridare “we want dessert! we want dessert!!” A casa mia solo serate di classe). Volendo, prima di metterla in frigo si può aggiungere uno sgluglu di buon vino rosso o di Grand Marnier, oppure una scucchiaiata di panna montata giusto prima di servire. Ma poi non è più dietetica. E non dite che non vi avevo avvertito neh??

Pubblicato marzo 5, 2013 da propriocomeaudrey in Uncategorized