Archivio per agosto 2012

Friends will be friends …   14 comments

Sally: “Allora stai dicendo che un uomo riesce ad essere amico solo di una donna che non è attraente?”
Harry “No, di norma vuole farsi anche quella”.

Per quanto abbia amato il film “When Harry met Sally“, mi permetto di dissentire. Io ho un sacco di amici uomini. Da sempre.

E il sesso non c’entra proprio niente.

Con Jab, ci conosciamo dalla prima elementare. Siamo stati praticamente inseparabili durante l’adolescenza, attraversando incolumi lo scoppiettamento ormonale, i cuori infranti a giorni alterni, le notti in bianco passate a chiacchierare, il pessimismo universale, le litigate epiche e le versioni di latino. Come giustamente aveva osservato una volta sua nonna, a cui Jab aveva tentato di spiegare la natura dei nostri rapporti, “Ah ho capito! La Audrey per te è come se fosse un maschio!”

In a nut shell.

E lo so quello che state pensando . No, non siamo due cessi a pedali. Siamo due splendidi esemplari ora, figuratevi quando avevamo 16 anni! Anzi se non ricordo male ci davamo piuttosto da fare, con un certo successo, ognuno dal canto suo. Semplicemente per noi era tutto lì, eravamo amici. Pensavamo le stesse cose, spesso nello stesso identico istante, con risultati comici, talvolta disastrosi. Una volta la prof di chimica ci buttò fuori dalla classe perché continuavamo a sghignazzare “c’abbiamo la testa calda e le orecchie fredde!” A unisono, ridendo come due deficienti. E per quanto ci volessimo bene, ieri come oggi il solo pensiero di fare un po’ di illecito commercio carnale con Jab mi suona oltre che altamente improbabile, lievemente sconfinante con l’incestuoso. E sono strasicura che è lo stesso per lui.

Fast forward ai giorni nostri e subito penso a Pi & Erre.

Pi & Erre li ho conosciuti nella società americana in cui abbiamo lavorato per qualche anno. Per pochi gloriosi mesi addirittura nello stesso team. Con gloriosi risultati? Non saprei, ma ci siamo fatti un sacco di risate. Qualche anno fa ho lasciato quel lavoro per poter passare più tempo con le mie scarpe e i miei vestiti con la mia famiglia, ma non ci siamo mai persi di vista. Pi vive nello stesso paradiso (fiscale) in cui abito io e ci sentiamo spesso. Ci vediamo un po’ meno perché ha un’agenda più incasinata di Condoleezza Rice e il papa messi insieme, ma ogni tanto un caffè o un bicchiere riusciamo ad organizzarlo. O ci proviamo.

A “Caffe` stamattina? Fammi sapere sono in zona per un paio d’ore”

Pi (Quattro ore dopo) “Noooooo, Audrey scusa l’ho letto solo ora. Ero in riunione con il Superdirettore Galattilco della banca Interstellare, facciamo domani, no anzi settimana prossima, ma chiamami che a volte non leggo i messaggi”

Settimana dopo

A Drin drin drin drin drin, etc

Pi “Audrey! (voce assonnata) sono a New York, sono le 5 del mattino, ti richiamo “

Insomma avete capito. Nonostante sia l’uomo più occupato del pianeta Pi e` un grande amico. Riesce a farmi ridere anche quando sono girata malissimo, è sensibile e generoso ed è bello come il sole. Ma soprattutto e` Mr Affidability (si dice?bo! Rende l’idea). Se un giorno mi trovassi in una prigione turca e potessi fare solo una telefonata chiamerei Pi.

Erre è famoso per arrivare in ritardo, nonostante abbia alla nascita – chissà come- ottenuto un passaporto svizzero.

E` strepitoso, sempre pieno di energie, solare e positivo. Un uomo da sposare. Se non fosse arrivato prima Alfa ci avrei fatto un pensierino (Erre, se non ce lo sapevi già, saccelo! Per te avrei imparato a fare la pasta ‘ncucuzzata, le meanzane sottoio, le meanzane ca ‘e meanzane e le pulpette caiucavaiu ‘e meanzane o quellochel’e` che ti mangi ogni volta che torni al paesino). Quanto a reperibilità, Erre sta messo ancora peggio di Pi. Si mormora che gli amici usino google earth per trovarlo.

Insomma l’è dura. Però, quando riusciamo ad organizzarci una serata – o rarissimamente un fine settimana zingaro – dribblando rispettivi mariti&figli (io) e mazzetti di fidanzate (loro), vale la pena davvero. E riprendiamo il filo come se niente fosse.

Quindi sì, ribadisco, si possono avere amici maschi. Infatti direi che è complementare al parco amicizie femminile.

E Alfa? Spesso mi chiedono se mio marito non sia geloso dei miei amici. Una volta un amico comune impiccione glielo ha chiesto durante una cena.

“Ma sei scemo?” – Ha risposto Alfa – “Audrey adora talmente tutti i suoi amici boys che se anche decidesse di farsi un amante, non riuscirebbe mai a sceglierne uno piuttosto che l’altro”.

“Sto in una botte de fero” ha concluso buttando giù un mezzo bicchierozzo di limoncello.

Grande Alfa, come sempre ha ragione!

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Pubblicato agosto 17, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Cinquanta sfumature ma anche meno.   11 comments

La mia Alfafriend londinese è sempre una spanna più avanti per quanto riguarda le mode. Fu lei ad iniziarmi allo stivale australiano farcito di pelo di capra, alle cup-cakes, alle borse di Orla Kiely, alle sopracciglie scolpite. Fu sempre lei a dirmi che basta, degli stivali australiani pelosoni non se ne poteva proprio più e che al massimo si potevano usare come pantofolazze.

Quando ci siamo sentite per mettere a punto gli ultimi dettagli della vacanza in Cornovaglia mi ha annunciato che aveva una nuova fissa.

“Questa la so , questa la so! I video tutorial di Clio make up!!!” ho strillato io, una frazione di secondo prima di aver attivato tutti i neuroni disponibili.

“Cos’è Clio make up?” sottotitolo “…un’altra bimbominkiata delle tue?”

Prendere nota, skype si collega in automatico, il cervello no.

L’ultima fissa di Alfafriend, e di metà del pianeta a quanto pare, è una trilogia di tale E L James, il cui primo volume si intitola “Fifty Shades of Grey”. Tutti lo leggono, tutti ne parlano.

Trattasi della storia della giovane ed inesperta Anastasia (detta Ana) Steele che si innamora del brillante Christian Grey al quale però je piace fallo strano. Tipo sado maso ma di più. Tipo masters and servants ma di più. Tipo che quando Ana gli domanda se qualcuna si è mai fatta male, lui risponde che sì, solo una volta, che mentre l’aveva sospesa dal soffitto, uno dei legacci si è sciolto e …. Frena frena frena. Too. Much. Information.

Christian Grey è il Bill Gates del sesso sadomaso. Oltre ad essere ricchissimo, organizzatissimo e dotato di una stanza dei giochi insonorizzata, si presenta con dieci paginette di contratto per stabilire le terms and condions della relazione. Con tanto di periodo di prova, e di codicilli che regolano quanto spesso le potenziali candidate si debbano depilare, quanto sport debbano fare e cosa debbano mangiare.

Francamente, da uno a dieci, quanto vorremmo leggere di come Ana, bella e intelligente, spiega a ‘sto Richard Gere dei poveri come arrotolare ben bene  il contratto e metterselo su per il suo ricco didietro? Macchè. Già a pagina 85, neanche il tempo di stappare la prima bottiglia di Bollinger la sventurata rispose. Che sì, che questa bunga bunga s’aveva assolutamente da fare. Prego s’accomodi. Grazie signore posso averne un altro?

E avanti così a darla via sans frontieres per altre 500 pagine.

Come un affare scritto francamente maluccio, con dei personaggi che più cliché non si può (ve l’ho detto che Grey gira in elicottero e che per la laurea regala ad Ana un Audi TT?) sia riuscito a vendere più copie della Bibbia e di Harry Potter messi insieme è un mistero.

O forse no. Perché la mia Alfafriend ha sempre ragione. “Fifty Shades” è altamente tossico e dà dipendenza. Saranno le scene di sesso hard, le descrizioni un po’ alla buona ma efficaci di quanto Grey è fico, ma fico ma fico. Sarà che leggerlo richiede minimo sforzo intellettuale e quindi si possono macinare pagine e pagine e contemporaneamente parlare al telefono con vecchie zie, darsi lo smalto ai piedi, e con un minimo di equilibrio anche preparare da mangiare.

Un consiglio, meglio prendere la versione sul Kindle che quella cartacea.  A meno che non vogliate far sapere al mondo che leggete letteratura cheap&porcona.

E ora vi saluto, che ho un po’ di letteratura cheap&porcona da leggere.

Pubblicato agosto 6, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized