Archivio per aprile 2012

Nella vecchia fattoria …   13 comments

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Vatti a fidare delle giornate che partono bene!

Venerdì mattina mi sono svegliata in gran forma con la prospettiva di una bella mattinata libera. Alfa e bambini spediti ai rispettivi doveri, ho lavorato per un paio d’ore nella stanza degli armadi a riorganizzare scarpe e vestiti. Siccome metà del lavoro consiste – come in Facebook- nel ritrovare vecchi amici perduti “guarda guarda questi stivali tacco 12 scamosciati dove erano finiti” e nel segare impietosamente amicizie fatte un po’ troppo frettolosamente “minigonna frou frou in pizzo bianco? Ma cosa diavolo stavo pensando quando l’ho comprata, di presentarmi al casting del video di Like a Virgin?”) il lavoro procede benissimo. In più con il bonus di provarsi vestiti a iosa senza la commessa incollata a vedere se compri o no. O Alfa che rompe che dovevamo essere fuori di casa da venti minuti.

Verso le 10 scendo in garage per lasciare in macchina il sacco con i vestiti da portare in tintoria. Ancora di ottimo umore , canticchiando ignara “Material girl” mentre  scendo le scale.

Nell’androne del garage, vicino alla macchina, c’è qualcosa che si muove. Qualcosa di enorme, dotato di occhi, zampette e un nasetto porcino. Che mi guarda fisso e emette un suono tipo “clack clack” .

Presa dal panico risalgo le scale al volo, afferro il telefono e chiamo Alfa. Che- come da manuale – ha il cellulare staccato.

Piano B. Chiamo l’ufficio di Alfa . “Bureau de Monsieur Alfa , je suis Marie Hélène …”

Marie Hélène ” la interrompo “devo parlare urgentissimamente con Alfa …”

“Non e` nel suo ufficio, Audrey, credo sia in riunione”

Marie Hélène ti prego è importantissimo, tiralo fuori per due minuti e chiedigli di chiamarmi

“Vedo cosa posso fare Audrey. Ma non ti prometto niente”. E riattacca.

 Certe volte mi sembra di essere sposata al presidente Obama. Nota mentale di rivedere – al ribasso- il prossimo ordine di cioccolatini per la Marie Hélène.

Due lunghissimi minuti dopo squilla il telefono.

“Che c’e` Audrey? You ok?”

“Aaaaaaahhhhhhhh, animale, bestia, garage, grande, si muove, come tartaruga, no piu` grande, fai due tartarughe, forse castoro? Oddio magari ha fatto le uova nel garage e adesso siamo infestati? ”

“Audrey, tesoro, stai calma , i castori non fanno le uova”

“E tu che ne sai? Who the fuck are you? Piero Angela?” Audrey perde un po’ il senso della misura “Ok, i castori non fanno le uova. Di solito. Questo magari le fa. Sempre che sia un castoro. Che vuoi che ne sappia io di animali? Io sono nata a Roma , Roma capisci? Asfalto ovunque. Gli unici animali che ho visto fino all’età di dodici anni erano le caprette di Heidi. In televisione. E adesso vivo in campagna, nel mezzo del nulla, con animali sconosciuti che entrano in garage”

Alfa, che ha la pazienza di un santo, è abituato al fatto che Audrey, benchè molto abile a destreggiarsi con pannolini, cacche, vomiti, febbri alte, popcorn infilati su per il naso,   cadute da biciclette e corse al pronto soccorso, ha un piccolo problema con gli animali. Praticamente tutti gli animali, a parte cani, gatti e quelli morti e già abilmente trasformati in scarpe e cinture. Tutto il resto mi terrorizza. Quando poi non riesco ad identificare la specie zoologica, siamo all’iperventilazione.

“Guarda bene, ha degli aculei? Probilmente è un porcospino”

“Non so, quando mi avvicino grugnisce e poi fa un rumore click clock. Non sembra avere paura…”

“Probabilmente gli piaci, Audrey, sai è la stagione degli amori …. ”

“Aaaaaahhhhhhh, cosa faccio adesso ? Tra poco devo uscire e se sposto la macchina rischio di schiacciarlo ….”

“Ok , don’t panic. Ora ti dico esattamente cosa devi fare ”

Due minuti dopo sto seguendo alla lettera le istruzioni di Alfa. Ho afferrato la sua mazza da cricket e sto facendo un bel po’ di rumore per farlo allontanare dalla macchina. Ho chiuso tutte le porte che comunicano con la casa e ho aperto quella del garage. Entro nella macchina, le chiavi sono nel quadro. Perfetto. Metto in moto, infilo la retromarcia e con destrezza esco dal garage senza scassare lo specchietto. Parcheggio la macchina nel vialetto davanti casa e con il telecomando chiudo la porta del garage. Mentre la porta si chiude vedo l’animaletto piantato nel mezzo del garage. Sono sicura che mi ha fatto l’occhietto.

Ora devo solo recuperare le chiavi della porta di ingresso dentro la pianta di gerani (nota mentale “cambiare nascondiglio segreto delle chiavi di scorta”) et voila, il gioco è fatto. Adesso esco dalla macchina e ….

Oh merda. Oh merda , oh merda oh …. merda.

Telefono ad Alfa.

“Hello, tutto ok? Tra due ore al massimo sono a casa e mi occupo di fare uscire l’animale dal garage”

“Ehm …. tra due ore? Non si puo` fare un po’ prima?”

“Oh no… Audrey. Che hai combinato? Non trovi le chiavi di riserva?”

“Ehm , no no. So dove sono, ma….”

“Ma cosa?”

“Non posso uscire dalla macchina. Quando ti ho telefonato ero in garage e …. ehm … mi sono infilata in macchina così come ero . In mutande e stivali di camoscio. Sembro la versione per adulti del gatto con gli stivali”

“Accendi la radio my dear. Due ore passano presto”

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Pubblicato aprile 22, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized