Archivio per marzo 2012

Alfahusband e la maglietta della lazio   11 comments

Il mio Alfa è un ragazzone buono, sensibile e generoso. C’ha un gran cervello e riesce a risolvere complicate equazioni matematiche piene di ixs e di ipsilon, e anche quei problemi astrusi tipo: se un rubinetto aperto versa in una vasca da bagno 5 litri d’acqua al minuto ma dallo scarico ne escono 3 litri al minuto bla bla bla …. quanto tempo ci vorrà per riempirla? (Non saprei, ma se nel frattempo ci avete messo dentro il mio olio da bagno Jo Malone mi altero alquanto !)

Riesce a far entrare e uscire la macchina dal garage, anche più volte al giorno, senza lasciare specchietti retrovisori in terra, strisciate sulla fiancata o abbattere porte automatiche (ehm ehm ….)

In più ha due gambe lunghissime e neanche un filo di pancia (ebbene sì ! La vita è ingiusta, ma tant’è).

Tuttavia, sull’abbigliamento ha un po’ le idee confuse e se lasciato fare di testa sua se ne andrebbe in giro vestito come un barbone (o un tedesco in vacanza che non so cosa è peggio). Non tanto in ufficio, perché con l’abbigliamento formale è difficile fare pasticci, vestito giacca /pantalone, camicia bianca e cravatta . Siccome le cravatte con Mickey Mouse regalate dai colleghi le faccio sparire il giorno stesso, non ci sono problemi. Ogni tanto al massimo mi accorgo di aver scordato di stirare le maniche della camicia e tocca fare il cambio al volo, tipo box ferrari. Il vero problema è l’abbigliamento casual da fine settimana o da uscita al cinema con Audrey.

Alfa in versione weekend è totally random, nel senso che apre l’armadio e si infila la prima cosa che gli capita sotto il naso. Il che non sarebbe un gran problema se non fosse che l’armadio di Alfa contiene reliquie degli anni ’80, orride ma intoccabili. Tipo:

camicia a manica corta color verde pisello (regalo di una ex fidanzata irlandese …”Audrey, c’mon it’s a memory!!”)

maglionciotto a losanghe bianche e rosse di acrilicaccio che fa cric croc quando te la togli e produce scintille nel buio (comprato a Hong Kong mentre faceva il giro del mondo con lo zaino e il sacco a pelo (“please please please … ce l’ho por-tah-toh per un anno intero, ci pensi?”  Ehhmmm no, francamente preferisco non pensarci)

maglietta in origine nera con la scritta “Guinnes by night” in cui si dovrebbe vedere solo la spuma bianca della birra e invece è un cencio inguardabile color grigio topo su cui si legge “Gins y ig” (“mah mi pia-cie, it’s very comfortable!”)

magliettazza ex-bianca ora ingrigita  della Lazio di non so che diavolo di partita con scritta su schiena “Noi ci siamo ancora!” che non so se  sia più triste o più tamarra (“Che vuol dire “tah-mar-rha”?)

400 paia di jeans chiari a vita alta tipo Brandon in Beverly Hills (“mah Audrey, cretevoh che ti piace la vintage, darling!”)

camicia scozzese un po’ felpata tipo boscaiolo canadese (“guarta come sono un vero uomino macho con questah camicia!”)

una quantità indescrivibile di mutande a calzoncino con stampati temi naturali e/o idrogeologici, tipo foreste amazzoniche, cavalli che corrono sulla spiaggia, cascate del niagara. Probabilmente comprate all’ingrosso dalla suocera e  passate di contrabbando direttamente nel cassetto di Alfa. Con delle mutande così non avete bisogno di anticoncezionali …

L’anno scorso,  in un patetico tentativo di riorganizzazione del guardaroba di alfa (nome in codice  dell’operazione “La maglietta della Lazio deve sparire” ) ho prodotto tre sacconi condominiali che ho bonariamente etichettato “socialmente inaccettabili e destinati al centro riciclaggio”. Ma siccome non sono la moglie iena che vorrei essere, ho lasciato che Alfa controllasse il contenuto per recuperare qualcosa che proprio non voleva dar via.  E naturalmente i tre sacconi sono diventati due  e poi uno e poi solo un sacchettino.

E la magliettazza della Lazio sta ancora lì.

Pubblicato marzo 26, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized