Archivio per febbraio 2012

Que viva españa !   8 comments

Sono appena tornata da un bel viaggio a Valencia. Ci andiamo più o meno ogni due anni a trovare la nonna di Alfa, bisnonna dei miei gnometti, un’arzilla vecchietta che credo  ci sotterrerà a tutti. Grazie alla bisnonnetta ispanica ho anche imparato un po’ di espressioni di cortesia che tornano sempre utili, visto che è sempre stata molto complimentosa nei miei riguardi .

 “E` grassa” (gorda); “è più brutta (fea) di quella di prima”; “Alfa è una perla di marito e lei non sa la fortuna (suerte) che tiene”.

Dato che dall’ultima volta che io e la nonnetta sprint ci siamo viste ho perso circa una dozzina di chili e sono decisamente più gnocca della media delle sue nuore, quest’anno ho imparato come si dice “ha l’aria un po’ sciupata” (cansada).

Negli anni ho capito che non c’è niente di personale, alla vecchia non va giù che il nipote prediletto si sia scelto una moglie italiana. Proprio non si  dà pace “Avrei capito inglese, ma visto che se l’è presa straniera, allora perché non spagnola?”.

“Nonna, nel catalogo che ha consultato Alfa quando cercava moglie, le italiane erano le più economiche” le ho spiegato  cercando di buttarla in caciara… “Descuento …. mas baratos …. entiendes?!” ho aggiunto dando fondo al mio vocabolario da shopping  internazionale.

Macchè, non mi entiendeva proprio…. s’è girata verso mia suocera, roteando un dito intorno alla tempia e aggiungendo, giusto per completezza di informazione “Tambièn es un poco tonta?” .

Per riprendermi dagli incontri con la nonna di solito mi faccio un giretto da Zara. Fare shopping da Zara in Spagna è come mangiare la pizza a Napoli, si gioca in casa! Le cose che vedo nei negozi di Zara a Valencia, non le vedo da nessuna altra parte.

 Sicuramente non qui, dove al reparto acquisti devono avere delle scimmie daltoniche che ordinano tutto in verde acqua, carta da zucchero, e prugna. O forse le cose carine spariscono prima che io riesca a metterci le mani sopra, va a sapere.

 L’altro vantaggio dello shopping in terra ispanica è che le donne sono tutte magrissime. Fatto di per se straordinario, visto quello che si mangiano (avete presente il ciurro ciurroso y zucheroso azzuppato nel chocolate caliente? Provate, poi mi direte), ma vantaggiosissimo se cercate qualcosa di taglia M da Zara, visto che le S e le XS non entrano neanche alla Barbie di mia figlia. Dove vivo io le donne hanno dei lati B normodotati e di conseguenza le taglie M sono ricercatissime e spariscono subito. A Valencia invece ho caricato su varie cosetas muchos carinos tra cui due paia di jeans  in taglie umanamente sostenibili.

L’unico punto negativo è dover fare la coda in cassa dietro ad una serie di Barbie con i loro striminzitissimi jeans taglia XXXXS su un braccio, mentre con l’altro inzuppano il terzo churros della mattinata. Che dio le fulmini!

Pubblicato febbraio 27, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Be my Valentine (ma anche no!)   8 comments

Venerdì, durante una cena con amici, alfahusband annuncia con una faccia da funerale: “Settimana prossima devo andare a Riga per lavoro, mi dispiace tanto Audrey!”

Rapido passaggio di Audrey dalla modalità amabile padrona di casa che gestisce con competenza la serata (si parlava di giacche di pelle)  a quella  PANIC NOW. Di solito questi annunci di Alfa provocano una rapida virata della conversazione generale sui nuovi paesi membri dell’ Unione Europea in generale, e sulle Repubbliche Baltiche in particolare. Di queste ultime io – fiera di un’ignoranza che ha attraversato indenne anni e anni di studi – continuo ad confondere allegramente nomi delle capitali, confini, e rispettivi primi ministri, facendo fare ad Alfa delle epiche figure di.

Nel dubbio ho dato un bella scucchiaiata al mio tiramisu` (se hai la bocca piena, nessuno ti fa domande imbarazzanti) e ho lasciato che Alfa continuasse a parlare.

“Così non sarò a casa per San Valentino”

Ho tirato un sospiro di sollievo, deglutito il bolo di mascarpone e savoiardo e ho prontamente riconfortato il marito “Ma figurati, festeggeremo quando torni, che vuoi che sia!”

Svolta della serata, ho potuto smettere di googolare Riga sotto il tavolo per capire dove diavolo si trovasse e in che anno il paese fosse entrato nell’Unione Europea e ho inserito il pilota automatico, perché per un’altra mezz’ora la conversazione era garantita: “San Valentino sì, San Valentino no, ma per carità che festa tamarra, ma dai che in fondo in fondo sei un romanticone, a me i cioccolatini mi fanno schifo, mi ricordo quella volta che al  mio ex le rose gliele ho tirate dietro, la sai quella del francese e del tedesco che festeggiano San Valentino con le loro mogli e ….. “.  Una pacchia.

Io e Alfa abbiamo una tradizione per la sera di San Valentino, che più che altro è una condanna. Alfa cucina! Fa la spesa a sorpresa e, durante la pausa pranzo, si scarica le ricette più improbabili dal sito www.friggiloerifriggilo.com . Tornato a casa comincia a cucinare!

Tutte le ricette di San Valentino di Alfa cominciano con “sciogli a fuoco lento 4 etti di burro in un tegame bello fondo….” e prevedono dei tempi di cottura biblici . I risultato è che alle 10 la cucina è un porcile, la casa profuma come il retrobottega di un chiosco di  fish&chips e io mi sono già mangiata tutti i salatini e bevuta una bella quantità di rosso. O di bianco. O di quelchelè. Se ancora sono in grado di sedermi sulla sedia e di centrare i rifrittoli con la forchetta è un miracolo.

Quindi spero mi perdonerete questa botta di cinismo, ma stasera col marito in viaggio mi va di lusso. Gnometti cenati, lavati, pigiamati e allettati per le otto  e seratona fantozziana sbragata sul divano.

Rutto libero opzionale.

Pubblicato febbraio 14, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized