Archivio per gennaio 2012

Feste di compleanno   5 comments

Perdonate la latitanza, ma ho avuto due settimane orribili, e  non mi sono ancora ripresa del tutto.

La Gnometta ha compiuto da poco 6 anni. Ah, la gioia dei compleanni …..! I bambini super eccitati, le guanciotte rosse, i regali, le candeline da spegnere, i palloncini da scoppiare. Che meraviglia!

Really ?!?

Personalmente il giorno del compleanno dei miei gnometti a me girano sempre vagamente le balle. E devo fare uno sforzo notevole e ripetermi che quello è – giustamente – il loro giorno e non pensare che, visto come stavo messa esattamente 6 o 8 anni prima (non molto in tenuta Audrey e probabilmente senza eye-liner se proprio volete saperlo), forse un regalino per la mamma ci dovrebbe scappare. E invece.

4 settimane prima

Scelta della location della festa ed eventuale tema. L’anno scorso per Gnometta abbiamo fatto una festa a casa sul tema “Principesse e Pirati”. I bimbi si sono divertiti un sacco. Io ho passato la settimana successiva a de-taggare su Facebook allegre foto di Audrey travestita da pirata, il cui  didietro sapientemente avvoltolato in calzoncini attillati, appariva preoccupantemente simile alla carta geografica del Brasile. “Ma daaaaaaaai , eri così carinaaaaaaaa ….” si giustificava imperterrita la taggante.

Se stessimo a sentire Gnometto, i suoi compleanni li organizzerebbe direttamente un PR milanese, e al terzo giro ci ipotecheremmo la casa per pagare le casse di Slurpotto d’importazione (Slurpoche?? cliccate qui) . Tanto per capirci, quest’ anno la sua idea era di andare a Eurodisney per il fine settimana con famiglia e amici (lista di dieci amici allegata alla richiesta). Alla fine ci siamo accordati per due ore in un capannone industriale dove per 10 Euro a cranio i pupi si sparano a volontà con una specie di fucile a laser, prima di abbuffarsi doverosamente di pizza e torta. E per mamme, papi e tate al seguito ci scappa pure la Colacola.

3 settimane prima

Preparazione lista invitati. Per la Gnometta è stata particolarmente dura dato che la festa la facevamo in piscina e volendo riportare a casa tutti i bambini in un solo pezzo, il numero dei partecipanti doveva essere contenuto. Non un’impresa facile, considerando le dinamiche affettivo-familiari dei bimbetti di 5 anni. Esempio: Gnometta vuole assolutamente assicurarsi che il suo fidanzatino Lillo venga alla festa. Di Lillo sappiamo che verrà solo a condizione che invitiamo anche il suo migliore amico Lallo il quale non si sposta senza il suo cane Bumbo, il suo amico immaginario Tonto e la tata rumena. Conseguente allungamento lista invitati.

1 settimana prima

Smadonnamento a ruota libera e frullo leggiadro di balle visto che due terzi degli invitati non ha ancora risposto, mentre la metà di quelli che hanno risposto che verranno ha allegato un questionario da riempire Quanti costumi da bagno dobbiamo portare? L’istruttore di nuoto che organizza l’attività parla le 4 lingue con cui Giorgino si sente più a suo agio? E` diplomato Isef ? Possiamo vedere il vostro certificato di battesimo?  nonchè una lista dei cibi che il pargolo non deve assolutamente toccare (guess what? Colacola e Slurpotto sono in testa!)

Giorno del compleanno

Preparazione delle “party bags”. Non so se si usano anche in Italia, ma qui nessun festeggiato può andar via se non ha ricevuto un sacchetto di dolcetti con regalino annesso (nel caso di calo degli zuccheri, poveri tesori!). Sappiate che il successo di una festa di compleanno è direttamente proporzionale al successo della party bag tra gli invitati e inversamente proporzionale al successo della stessa tra i genitori degli invitati. Insomma, la party bag è piena zeppa di caramelle colorate, cioccolate alla crema di ribes, strapiene di zucchero che si appiccicano ai capelli e ai sedili delle macchine? Il regalino è piccolino, richiede assemblaggio impossibile per un genitore con mani e dita di misure standard, ma una volta assemblato emette suoni acuti e intermittenti insopportabili? Thumbs up! Stai sereno, la tua party bag e, conseguentemente, la tua festa di compleanno verrà dichiarata un successone!!

Il giorno del compleanno è andato tutto bene, Gnometta ha fatto un’overdose da regali, i bambini si sono divertiti tantissimo, non ce ne siamo dimenticato neanche uno nello spogliatoio. Per quanto sull’amico immaginario Tonto non ci metterei la mano sul fuoco …

Pubblicato gennaio 25, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized

Due o tre cose che ho imparato sugli sci   10 comments

Per tutti voi che – proprio come Audrey – l’ultima volta che siete andati a sciare, gli sci li facevano ancora di pietra.

Equipaggiamento

Quando il tipo della ski room dove andate ad affittare il materiale vi chiede che tipo di scarponi volete, si riferisce alla misura e/o al limite al livello delle vostre prestazioni sciistiche. Non gliene frega niente che “cercate qualcosa che vada bene con la vostra tuta da sci, un po’ edgy, possibilmente neri, ma anche gialli potrebbero andar bene, ecco un colore caldo, magari con dei toni dorati, non so se mi spiego, oppure decisamente un verde acido, hai presente?”

Posso dirvi con matematica certezza che il tipo proprio non ha presente. E infatti mi ha mollato un paio di scarponi color cacchina, con delle fibbie a combinazione che per aprirli e chiuderli serviva una laurea in ingegneria. 

 Una volta sistemati gli scarponi e gli sci, dovete passare da un altro tizio che regolerà gli scarponi sugli attacchi degli sci. Abbiate paura, abbiate molta paura. Per regolare gli sci in modo che non vi si spezzi una gamba in caso di caduta, ma nenache si stacchino quando starnutite in seggiovia, il tizio vi chiederà “Tu, quanto pesi?” . Così, senza pravviso, davanti a tutti i 400 ospiti del vostro stesso albergo, anche loro in fila ad aspettare il loro turno. Mentre voi deglutite, cercando disperatamente di riflettere su esattamente quanti kg potreste togliervi senza che vi ritrovino col culo a valle e gli sci a monte, il tipo ripete, stavolta nella sua lingua materna a scanzo di equivoci “Et alors, tu fais combient de kilo ?”  A questo punto nella ski room è sceso un silenzio tombale e il vostro sussurro  rimbomberà fino al confine con la Svizzera “….antadue  ue ue ue “.

I capelli

Sappiate che il freddo, la neve e il cappellazzo di lana sono una combinazione letale per i capelli. Non serve a niente cospargerli di costosissimi balsami a base di grasso di foca, olio di cocco e burro di mango. Quando arrivate al vostro armadietto, dopo aver sciato due ore nel freddo polare e vi levate la berrettazza (o il casco se siete molto edgy e fate snowboard … che dio vi fulmini!) i vostri capelli emetteranno dei suoni crepitanti e scoppiettanti che neanche un caminetto in Val di Susa, mentre l’energia statica li farà rizzare dritti dritti verso nord. Il mio gnometto più grande sostiene che i miei capelli dopo-sci migliorano la ricezione dei telefonini nel raggio di venti metri. Naturalmente tutto quanto sopra non vale per la mia compagna di armadietto, Svetlana. Un metro e ottanta solo di coscia. Svetlana cammina elegantemente anche con gli scarponi da sci, il che credo contraddica varie leggi della fisica. Svetlana si toglie il casco (perché naturalmente Svetlana è molto edgy e fa snowboard, che dio la fulmini!) e una cascata di capelli biondi le scivola lungo le spalle facendo suisc suosc. Dopodichè si allontana ondeggiando, lasciando una scia di profumo di mango.

Magnà e beve

E` vero che sciando si consumano più calorie che stando stravaccate sul divano a guardare “Un posto al sole” – non che io mai. Ma non esageriamo con l’ottimismo. Se avete sciato 4 ore, considerate che un’ora l’avete passate a fare la fila su i vari impianti di risalita (-20 calorie) o  col culo su una seggiovia (-3 calorie) . Sempre che non la manchiate clamorosamente la seggiovia come è capitato a me, non una, ma ben due volte … ma questa è un’altra storia. Un’altra mezz’ora – minimo- l’avrete passata in un certo chalet che il proprietario è un amico del maestro di sci e fa delle cioccolate con panna da sogno (+2500 calorie), un’altra mezz’ora a rialzarvi dalle cadute, racchetta di qua, racchetta di là, no le due racchette nella stessa mano, girati di qua, spingi di là, cazza la randa, tipo balena spiaggiata (calorie non saprei, dignità non pervenuta). Insomma non è proprio come se aveste scalato il Cervino. Quindi, quando arriva il momento del relax post sci, se come me ve siete magnati tutto quello che non aveva delle zampette per scappare, e c’avete dato giù col Campari Orange, poi non lamentatevi se non entrate negli stessi jeans di Svetlana.

Pubblicato gennaio 11, 2012 da propriocomeaudrey in Uncategorized